domenica 18 ottobre 2009

Urliamo-dustin hoffman-Non ci servono gli amerregani



AHOO!! VUOZ AMERREGA!!!
Questa era la parodia che Alberto Sordi faceva dell'italiano fans di Joe Di Maggio, che voleva essere americano a tutti i costi.
Ignorante, povero, in cerca di fama e glioria Nando Mericoni impersonificava l'Italia che non c'era, insicura di se stessa che inconsapevole della ricchezza storica e culturale del suo paese, guardava gli states come il paese di cui bisognava essere cittadini.
Oggi 2oo9 il Governatore Spacca, gioca il tutto per tutto e ritiene corretto promuovere la nostra regione con uno spot che ha come testimonial Dustin Hoffman.
Esempio di come la sudditanza psicologica nei confronti degli states non sia ancora finita.
Che c'entra hoffman con le marche, con la nostra cultura?
Noi non dobbiamo far vedere quello che non abbiamo, ma quello che abbiamo.
Ancora non abbiamo capito, che la regione Marche, ricca di arte e cultura ha molto da dire di se, senza dover ricorrere a simili stratagemmi di un modo di fare comunicazione ormai obsoleto.
Non poteva esserci migliore esempio di un metodo di fare comunicazione totalmente contestato da noi di Urliamo come questo.
Chiedo agli amici di urliamo, agli uomini di cultura, ai critici, a tutti insomma di contestare questa scelta totalmente lontana dalle esigenze di promozione di questa regione.

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lunedì 5 ottobre 2009

Internazionalizzare la propria impresa, evitiamo di fare gli squali

Nell'ambito della mia professione di consulente, spesso vengo a contatto con aziende interessate ad internazionalizzare, ma questo oggi è ancora possibile con le solite tecniche o occorre specializzarsi?
La maggior parte degli imprenditori contattati mi ha rivelato di essere molto delusa e di non aver raggiunto il benchè minimo risultato.
E' possibile oggi, anche a seguito della stagnazione del mercato nazionale,arrivare ad avviare rapporti di collaborazione con paesi esteri soprattutto, con paesi in via di sviluppo senza creare problemi all'azienda, ai suoi equilibri, e raggiungere risultati che giustifichino l'investimento?
Nell'ambito dei paesi emergenti, possono convivere le nostre culture consumistiche con quelle di di questi paesi?
Sono domande a cui ogni azienda che intende sviluppare nuovi rapporti di carattere internazionale deve porsi.
Spesso i risultati non arrivano perchè molti imprenditori attivano la strategia dello squalo. Questa logica è legata al comportamento del predatore che si avventura in acque non conosciute forte del suo status, avventandosi ferocemente su qualsiasi cosa si muova.
Purtroppo non deve essere così, anzi spesso non si valuta che in acque poco conosciute si possono incontrare altri squali, di dimensioni molto più grandi delle nostre, pronti a sbranarci senza pietà.
L'imprenditore "squalo" solitamente approccia il mercato internazionale in modo confuso ed occasionale. Queste aziende si affacciano ai mercati esteri in modo poco professionale e spesso presuntuoso, convinte che la loro impostazione sia corretta e che dei loro prodotti ci sia un estremo bisogno.
Questo atteggiamento deprecabile, è dovuto al fatto che non si analizzano preventivamente le proprie potenzialità.
Il loro approccio è frutto di contatti sviluppati in fiere di settore, fondamentalmente a seguito di una richiesta sporadica ed occasionale di fornitura.
La svolta all'internazionalizzazione invece deve essere frutto di azioni professionalmente ponderate ed attentamente selezionate.
Innanzi tutto, credo sia corretto studiare approfonditamente la situazione del paese in cui si intende avviare un rapporto di commercializzazione, studiarne gli usi e la cultura, al fine di evitare gaffes e/o errori che potrebbero inquinarne il corretto sviluppo.
Poi ovviamente affidarsi a strutture che di professione fanno questo lavoro, consiglio vivamente di evitare di avviare rapporti con "l'amico dell'amico", anche se una persona vive in una nazione non è detto che conosca bene i meccanismi che ne regolano la commercializzazione.
Evitate le "avventure", ci sono aziende che si avviano all'internazionalizzazione della propria impresa con la stesa logica con cui si va a fare una gita.
Avviate subito rapporti, con i consolati ed ambasciate presenti sul nostro territorio, sapranno consigliarvi ed indirizzarvi sicuramente meglio dell'amico dell'amico.
Ricordatevi che un buon consulente non accetta di essere pagato a provvigioni, perchè l'azienda ha necessità di essere preparata prima in loco, sia sotto il profilo marketing, che sotto il profilo organizzativo, dovrà cedervi know how e conoscenze e questo normalmente, a meno che non sia vostro fratello, si farà giustamente pagare.
Ricordate poi che il lavoro dell'imprenditore passa attraverso l'umanità; non avviate rapporti con la logica dello "Zio Tom", del colonizzatore, ma con la logica di chi rispetta il lavoro altrui, la cultura altrui.
Il rapporto con questi persone vi farà crescere molto, perchè in alcuni casi vi accorgerete che a molte persone nel mondo, non interessa assolutamente il denaro, nel senso di arricchimento, lo considerano invece come un mezzo e non come uno scopo intorno al quale far girare la propria esistenza e quella degli altri.
Collaborare deve essere la parola d'ordine, non sfruttare.
Rispettate le esigenze, di queste persone, delle loro strutture, perchè oggi più che mai vale il concetto "fai al tuo prossimo quello che vuoi sia fatto a te".

(foto: opera dell'artista Luciano Bormann per Urliamo)

lunedì 7 settembre 2009

Urliamo Passa alla fase operativa.

Fase operativa per il progetto Urliamo, che grazie al supporto di migliaia di utenti reclutati tramite il social networking ha avuto una diffusione esponenziale.
Nel web il progetto socioculturale è rintracciabile presso:
http://www.myspace.com/domenicogioia
http://facebook/domenicogioia
http://www.intopic.it/blogs/domenicogioia/
http://www.facebook.com/group.php?gid=45521744025
http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/spettacoli_e_cultura/movimento-urliamo/movimento-urliamo/movimento-urliamo.html
Il progetto si batte affinchè sia data risalto all'individualità di ognuno e si combatta contro la massificazione e l'omologazione, veri mali della nostra società.
Il progetto si basa sulla collaborazione di centinaia di artisti che intendono "dire la loro".
A brevissimo, verranno rese note le linee guida tematiche di alcuni incontri che avverranno in collaborazione con il Dipartimento di Scienza della Comunicazione dell'Università di Salerno.

Si ringrazia per il sostegno la Cantina Colognola che seguirà tutti gli eventi in qualità di main sponsor.

venerdì 14 agosto 2009

E se a Jesi invece di una centrale biodiesel nascesse un museo dello zucchero?


Si, un museo mondiale dello zucchero!
Pensate sia assurdo? Certo, per i soliti abituati a pensare in modo poco creativo questa è pura pazzia, utopia.
Invece è possibilissimo, ritenere che uno spazio dismesso come quello della Sadam possa diventare un luogo dove ospitare un percorso che racconti come questo alimento viene utilizzato, come viene realizzato, quali sono le sue caratteristiche e quali i vantaggi nell'alimentazione.
Pensate a percorsi ludico didattici appositamente studiati per i giovanissimi,
mostre d'arte contemporanea tematiche.
Un sogno? Non direi.
Direi più una svolta verso investimenti legati alla cultura e alla qualità della vita, che il nostro territorio ha diritto di avere, invece dei soliti progetti legati a speculazioni di breve termine.
Pensate solo alla logistica, la centralità del luogo, i collegamenti, altro che centrale di Biodiesel, un museo così concepito potrebbe essere in grado di avviare un flusso turistico importantissimo, oltre che a garantire ottimi standard occupazionali.
Senza contare quanto i flussi turistici potrebbero giovare a Jesi alle città limitrofe.
Insomma un'operazione con impatti positivi oltre che sull'ambiente alla società intera.
Perchè non farci un pensierino?

martedì 4 agosto 2009

Sei un genio od un idiota?


Steve Jobs, creatore del mito Apple, ama suddividere le persone in geni o idioti.
Ritengo sia difficile catalogare, ma spesso guardando quello che succede sul web, le notizie diffuse dalla Tv appare inequivocabilmente che di idioti ce ne sono tanti.
Forse io sono sicuramente il primo idiota di questa terra che perdo le mie giornate a diffondere notizie che mai nessuno leggerà. A invitare la gente ad urlare il suo disappunto, il suo disagio, contro quello che accade.
Si sono un idiota perchè non ho capito che la gente ha gettato la spugna, che non è motivata per pensare, che sta perdendo l'abitudine. Sono un idiota perchè con le mie idee balorde rischio di far morire di fame la mia famiglia, perdere i pochi amici che ho. Sono un idiota perchè potevo continuare a fare il consulente yesman. Sono un idiota perchè oggi i geni sono altri, quelli che se ne vanno in giro con un pacco di soldi in tasca e se ne fregano degli altri. Sono un idiota perchè amo l'arte e credo che solo l'arte possa salvarci dal disastro, perchè gli artisti sono idioti (non me ne vogliano), come me perchè credono in un ideale. Sono un idiota perchè ho una visione del futuro diversa dagli altri, sono un idiota perchè prevedo momenti bui per la creatività per la libertà.
Sono un idiota perchè mi illudo che possa esistere qualcuno che possa sposare la mia causa e sostenere economicamente questo progetto. Sono un idiota perchè a causa delle mie idee ho dovuto lasciare uno studio centralissimo bello, finemente arredato, elegante per lavorare in un immobile da ristrutturare pieno di polvere caldo d'estte e freddo d'inverno. Sono un idiota perchè credo che operando bene gli altri se ne accorgeranno, ma invece così non è.
La gente non si accorge di quello che accade, non legge, è distratta. La gente ama le persone di successo, i famosi, i geni che dicevamo. La gente non ama la creatività, ritiene che il cretivo sia un perditempo, essere creativi non è lavorare, è giocare.
Sono un idiota perchè ho sempre anteposto i rapporti personali agli affari, convinto che venissero di conseguenza. Sono un idiota perchè ho sempre detto le cose come stanno e non ho mai, a differenza di tanti, parlato alle spalle. Sono un idiota perchè non amo sottomettermi ai politici, alle loro fanfaronate e alla loro arroganza. Sono un idiota perchè cerco di educare i figli con degli ideali, nella speranza che così si tengano lontani dai guai.
I geni dicono sempre si ai figli, li difendono contro i professori ed insegnano loro che la scuola non serve a niente. Sono un idiota perchè ogni giorno dedico gran parte del mio tempo a scrivere delle cose insulse a differenza dei geni che come si muovono guadagnano. Sono un idiota perchè mi complico la vita con inutili teorie sul marketing e sull'economia. I geni si adattano allo strapotere delle multinazionali al loro inquinamento, convinti che nulla potrà cambiare.
Ecco perchè sono un idiota e voi non perdete tempo a leggere e diffondere questo post, perchè i geni non perdono tempo dietro queste boiate con una telefonata hanno già guadagnato la giornata, mentre io ancora sogno che qualcuno possa dirmi hai ragione, sono un idiota come te.

mercoledì 8 luglio 2009

Meglio Giotto del G8





Ogni volta che si tiene un G8 i media di tutto il mondo non ne perdono un istante, sino ad arrivare al ricolo, vedi il G8 delle mogli.
Il G8 è un evento che serve solo ai partecipanti per dimostrare il loro potere, tanto è ormai assodato che in queste circostanze non viene presa nessuna decisione importante.
Questa volta il G8 ha due facce, la prima quella della zona terremotata, la seconda quella romana. Ad essere precisi ce n’è anche una terza, quella della Maddalena dove erano stati già spesi dei soldi.
In totale un mare di denaro gettato al vento.
In tutto questo delirio, il settore che potrebbe generare reddito per la nostra economia langue. L’arte e i beni culturali del nostro paese sono in una situazione penosa.
Da qui si vede la lungimiranza della classe politica italiana, totalmente disattenta verso un settore, che se ben gestito potrebbe generare redditi ed occupazione.
Mi chiedo perché nessuno muove un dito per protestare?
Io personalmente lancio lo slogan: “Meglio Giotto del G8”

giovedì 2 luglio 2009

Modernity 2.0 a Urbino

Oggi, dopo aver letto un articolo sul quotidiano "Il Messaggero" che diceva che il guru dei social networks avrebbe tenuto una conferenza presso la Facoltà di Sociologia di Urbino, ho annullato tutti i miei impegni, e sono partito immediatamente da Jesi. All'arrivo, dopo un tragitto di 90 minuti, mi attendeva una bella sorpresa!!!
L'ingresso era riservato solo ai registrati che avevano pagato la cifra di € 100 in anticipo per l'intero ciclo di conferenze.
Allora mi chiedo visto che l'organizzazione fa capo a LaRiCA, laboratorio di Ricerca di Comunicazione Avanzata della facoltà di Sociologia dell'Università degli studi di Urbino "Carlo Bo", come mai nei comunicati stampa pubblicati e diffusi via internet, vedi link, non si precisa questa cosa?
E' talmente "avanzata la comunicazione" che non ci si pone minimamente il problema che tali comunicati potrebbero far apparire libera la partecipazione?
Infatti gli addetti alla registrazione hanno riferito sia a me che alla persona che mi accompagnava che altre persone si erano presentate all'ingresso.
Inoltre come è possibile chiedere oggi l'intero importo come se uno fruisse dell'intero pacchetto?
Anche se l'operazione nel complesso risulta essere interessante, occorre che gli organizzatori imparino meglio a gestire la comunicazione che tutto sembra fuorché avanzata.

link: http://www.gomarche.it/notizia.php?id=36342