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domenica 4 giugno 2023

Azienda e visione, l'opportunità dei futureskills

 Spesso nei miei post cito i “FUTURE SKILLS” 

ma esattamente cosa sono?



Ritengo che la tematica dei "future skills",oggi più che mai, sia estremamente importante per adattarsi al mondo in continua evoluzione e che vantaggi professionisti ed imprenditori possono trarne?


Per iniziare, i future skills si riferiscono alle competenze e alle conoscenze necessarie per affrontare le sfide e le opportunità del futuro. 

Considerando l'accelerazione tecnologica, i cambiamenti nel mondo del lavoro e le nuove dinamiche sociali, acquisire e sviluppare i future skills diventa cruciale per rimanere competitivi.


Per essere competitivi e lavorare con successo, occorrerà sviluppare ed avere team efficienti ed aziende preparate attraverso le doti chiave che vi riassumo:


1. Consapevolezza: È essenziale essere consapevoli dei trend tecnologici e delle trasformazioni nel mercato del lavoro, nella società. Comprendere ora, quali competenze saranno richieste e come possono influenzare il mercato, la professione o l’ambito professionale.


2. Apprendimento continuo: I future skills richiedono un impegno costante nell'apprendimento. Mantenere un'apertura mentale e una predisposizione all'apprendimento permetterà di acquisire nuove competenze, sia attraverso corsi online, formazioni, webinar o libri.


3. Flessibilità e adattabilità: Il futuro è caratterizzato da cambiamenti rapidi e imprevedibili. Sviluppare la flessibilità e l'adattabilità aiuterà a gestire le transizioni e ad affrontare nuove sfide con facilità.


4. Pensiero critico e problem-solving: Il pensiero critico e la capacità di risolvere problemi complessi saranno sempre più richiesti. Diviene essenziale imparare a analizzare le informazioni in modo critico, a identificare soluzioni innovative e a prendere decisioni basate su dati e prove.


5. Abilità digitali: Le competenze digitali sono sempre più essenziali in un mondo sempre più tecnologico. È importantissimo imparare ad utilizzare strumenti e piattaforme digitali, a navigare nel mondo online in modo sicuro e a sfruttare le opportunità offerte dalla tecnologia.


6. Collaborazione e comunicazione: Lavorare in team e saper comunicare efficacemente saranno abilità fondamentali. Imparate a collaborare con persone diverse, a gestire conflitti e a comunicare in modo chiaro ed efficace sia di persona che online.


L'interazione con la tematica dei future skills richiede un impegno personale e di tutta la struttura focalizzato nell'apprendimento e nella crescita continua. 

Iniziamo a mantenere uno sguardo aperto sulle nuove tendenze, osservare quello che accade con le “antenne tese”.

Dobbiamo imparare ad adattare le competenze di conseguenza e sfruttare le opportunità di formazione e sviluppo.

La visione del futuro sarà indispensabile per diventare e rimanere rilevanti in un mondo in continua evoluzione dove dovremo abituarci a comprendere che il futuro è ora e condurre la nostra azienda o semplicemente la nostra vita guardando nello specchietto retrovisore non ci porterà da nessuna parte.


#futureskills #visione #futuro #lavoro #produttività #impegno #
successo 

lunedì 7 marzo 2022

RITIRARSI DALLA RUSSIA E ADESSO?

 RITIRARSI DALLA RUSSIA E ADESSO?


"Come sostituire velocemente i fatturati che si sviluppavano in Russia"


Rodin fonte Google


La scorsa settimana, vi ho parlato della crisi della guerra in Ucraina e che la filiera si sarebbe notevolmente accorciata in questo periodo.


Ora appare evidentissimo, sulla scorta delle notizie che arrivano, che si sta verificando un fortissimo peggioramento dei rapporti commerciali, che stanno portando alla reale impossibilità di continuare ad avere rapporti con la Russia.


Questo si traduce per le microimprese, in una drammatica perdita di fatturato, con conseguente restringimento dell'operatività commerciale e riduzione degli utili.


Spero vivamente che la vostra struttura non abbia un unico cliente in Russia, perché sarebbe drammatico, ma che comunque abbia necessità nel breve periodo di trovare una soluzione per trovare nuovi clienti in grado di sostituire il fatturato che mancherà all'appello.


Non esistono, al momento,  aiuti da parte dello Stato, realizzati a supporto delle imprese in merito a questa problematica. Posso però consigliarvi una misura che sta aiutando le imprese nell'internazionalizzazione e che potrebbe fare al caso vostro.


Nello specifico si tratta della misura:

Finanziamento SIMEST

📣 Sono ancora disponibili € 360 milioni per finanziare l’internazionalizzazione delle PMI italiane.
👉Simest ha prorogato al 31 maggio 2022 l’apertura del fondo 394/PNRR.

Le agevolazioni, prevedono una quota a fondo perduto fino al 25% e un finanziamento a tasso agevolato pari – ad oggi – allo 0,055%.
Le aziende con almeno una sede operativa al Sud godono di risorse dedicate e di una quota a fondo perduto fino al 40% dell’importo complessivo del finanziamento.

Il finanziamento SIMEST copre le progettualità e le spese legate ad un percorso di inserimento sui mercati esteri, anche per investimenti importanti, tramite:
Digital e Temporary Export Manager
Partecipazione a fiere
Sviluppo di e-commerce

Strategie di marketing



Data ultima per la presentazione delle domande il 31 maggio 2022, salvo esaurimento fondi (ricorda che la procedura è a sportello!).

Le domande sono analizzate dalla Simest con molta velocità e l'operazione tra il finanziamento agevolato ed il contributo a fondo perduto riesce a coprire l'intero investimento.

Inutile dire che l'operazione è valida anche per quelle imprese che non operavano con la Russia, ma visti i periodi drammatici che stiamo vivendo rappresenta un'ottima possibilità per coloro che devono velocemente sostituire il fatturato e che necessitano di investire per creare mercati alternativi.

Tutti coloro che hanno bisogno di informazioni possono scrivermi su whatsapp o contattarmi via mail: studiodomenicogioia@gmail.com

Lascio per ogni evenienza il link alla misura della SIMEST:

https://www.simest.it/finanziamenti-pnrr/finanziamenti-agevolati-pnrr-nextgenerationeu


Spero vivamente di essere d'aiuto a chi ha necessità di superare questo bruttissimo momento

venerdì 25 giugno 2021

Instant Marketing: Partner Wine risponde ad Ikea nella Campagna "Ronaldo"

Dopo le affermazioni del Campione circa la necessità di bere acqua, Ikea, sempre attentissima, aveva risposto con una azione mirata di Instant Marketing, sicuramente geniale.





La stampa si è immediatamente gettata nella cosa, dandole una eco enorme.
Adesso la Startup marchigiana "Partner Wine", ha replicato con un post fortemente simpatico.


Giocando sul nome del Campione e del prodotto Ikea, Partner Wine si ricollega al miracolo in cui l'acqua è stata trasformata in vino, creando un simpatico accostamento.

Ora c'è da chiedersi: finisce qui?

Comunque per la Startup marchigiana è veramente un bel colpo che la porta a dialogare con i grandi del panorama marketing, permettendole di posizionare il suo brand in maniera forte.



mercoledì 23 giugno 2021

PartnerWine, lancia una campagna di Instant Marketing giocando sull'apertura della zona bianca.

Finalmente siamo in bianco e Partnerwine "gioca" sull'apertura dell'Italia alla zona bianca con un messaggio di Instant marketing che gioca sul colore di un importante vino marchigiano della Cantina Podere Sabbioni.





Finalmente l'Italia diventa bianca le misure anticovid si attenuano, finalmente si potrà tornare a mangiare liberamente e degustare un buon aperitivo, un buon vino.

PartnerWine, portale specializzato nella vendita online di prodotti tipici marchigiani, si affida ad una campagna di Instant Marketing che "gioca" sul bianco.

Il payoff è: "Noi di bianco ce ne intendiamo".

Sicuramente azzeccata la grafica, molto lineare e semplice che mette in evidenza un Grande Bianco, inserito nella proposta del Market Place marchigiano.

Le Marche che in questo momento stanno puntando molto sulla promozione del territorio, grazie agli spot girati dal Commissario Tecnico della Nazionale Roberto Mancini, sono una Regione ricca di bellezze paesaggistiche e di prodotti enogastronomici di qualità eccezionale.

PartnerWine ha puntato tantissimo sulle caratteristiche ed unicità di questi prodotti realizzando un marketplace che in brevissimo tempo si è imposto a livello nazionale ed internazionale con centinaia di migliaia di contatti portando i prodotti d'eccezione delle Marche sulle tavole degli italiani ed anche di tantissimi appassionati in giro per il mondo.

mercoledì 5 maggio 2021

Il marketing Inclusivo e l'esempio di Alber Elbaz

Nessun consulente di marketing, agenzia di comunicazione potranno mai imporre ad un marchio affermato di rendere il proprio marketing, le proprie campagne inclusive, con un semplice make up.

Assisto continuamente allo "strizzare gli occhi" a queste nuove dinamiche da parte di noti pubblicitari, che non considerano o meglio "fanno finta" di non considerare che una scelta in questo ambito, non deve essere dettata esclusivamente da un possibile ritorno economico ma deve rispecchiare il sistema dei valori dell’azienda stessa.

Il marketing inclusivo deve diventare parte della cultura dell'azienda e questa deve dimostrare, "con i fatti" che è mossa da sentimenti veri.

Lanciare una campagna di comunicazione basandosi su un tema etico di attualità ma che non è supportato nei fatti da come un brand ha operato e comunicato sino a quel momento, non porterà a nessun risultato nel lungo periodo o ancora peggio, sarà visto come una semplice e banale azione opportunista.
Vi lascio con l'articolo di addio di Fashion Magazine ad un grande che ha fatto indiscutibilmente dell'inclusione la sua bandiera: Alber Elbaz

Leggi l'articolo

 Ringraziamenti: Zeppelin Photo / Avalon
Copyright: Avalon All rights reserved. / IPA



#inclusione #adv #brandpositioning #branding

domenica 17 maggio 2020

50 anni di esperienza che non sono serviti a nulla

Pronti alla riapertura, dopo il lookdown. Il rovescio della medaglia di una tragedia

Ora che siamo tutti contenti per l’apertura imminente, siamo pronti a criticare tutto e tutti, in un giubilo popolare senza eguali. Addirittura pochi giorni e riprenderanno, “ne sentivamo la mancanza” le manifestazioni contro il Governo.

Mi ricorda il secondo posto della Coppa Rimet di Messico 70, cinquanta anni fa,  dove anche in quell’occasione demmo spettacolo della nostra capacità di inventarci qualcosa per non passare da sconfitti.
Mentre scrivo, mi viene in mente il brano di Burt Bacharach e Hal David  che canticchiavamo tutti prima e dopo le partite tassativamente a notte inoltrata in quell’estate indimenticabile. 

Brasile Italia Mexico 70


Avevo undici anni e a quel tempo non c’erano “fortunatamente” i commenti del dopo partita o tra un tempo ed un altro. 

“Forever, forever, you'll stay in my heart and 
  I will love you...”

Undici anni ed imparai velocemente l’arte, cara a noi italiani: quella di esultare quando si perde e fare finta che sia andato tutto bene.

Ricordo che dopo la finale si scatenò il finimondo all’urlo “il Brasile ha vinto e chissene frega” migliaia di perdenti andarono in strada ad esultare, festeggiare dopo la sonora sconfitta, 4 a 1.

“Together, together, that's how it must be
To live without you
Would only be heartbreak for me”

Oggi, dopo tantissimi anni, visto che sono un attempato signore di 61 anni, mi ritrovo immerso in questa atmosfera surreale.
Dopo 2 mesi di sacrifici, chiusi in casa per sconfiggere un virus che ha causato migliaia di morti siamo pronti, anzi non vediamo l’ora  di riprendere la nostra vita “cercando di far finta”, di aver sconfitto il virus.



“Ce lo ordina l’economia globale”, ho sentito dire.  Quell’economia che ciclicamente, grazie alla grande capacità dei suoi sostenitori liberisti, vede evaporare miliardi di risparmi di ignari, onesti ed incolpevoli cittadini.
Quella economia dei Panama Papers, per capirci. I famosi, “modi di fare finanza innovativa” che misero sul lastrico migliaia di famiglie, mentre le multinazionali, con i giochini delle scatole cinesi, in mercati off-shore eludevano bellamente le tasse da pagare.

Ecco ancora oggi, l’economia “bussa alla porta” e ci dice che è ora di ripartire e che anche se abbiamo perso, anche se esistono reali rischi che il contagio riprenda, meglio fare finta di niente e ripartire alla bene e meglio. 
Benissimo, capisco il dramma di chi si trova con l’azienda ferma e ha bisogno di ripartire, ma è la lotta dei poveri, che sperano in un miracolo e che ci sia una ripresa, che porti denaro in cassa per far fronte agli impegni. Anzi qualcuno diffonde allegramente la notizia: che è tutto un fake, che la notizia è gonfiata, che il Governo si è inventato tutto, che è un complotto e che quindi possiamo tornare tranquillamente al lavoro, a spendere, a consumare.

Il grande capitale... No, lui non si è mai fermato, anzi ha continuato a macinare utili grazie alle sue speculazioni, una su tutte in questo periodo quella sul petrolio.

Ecco come vanno le cose, due pesi e due misure.

I media ci imbottiscono la testa con messaggi che rimbalzano sui post di altrettanto sprovveduti quanto ignoranti cittadini, che ignorano realmente cosa sta accadendo.
Facile prendersela col Governo. 
Leggo battutine ironiche sui decreti, sulle autocertificazioni, nessuno a cui venga in mente che pochi mesi fa non sapevamo neanche cosa fosse un lockdown, mentre ora siamo espertissimi.

Un Paese che non sa organizzarsi veramente e rischia di brutto di buttare al vento mesi di sacrifici ed assenza di reddito. 

Non dico che non dovremmo ripartire, anzi il contrario. 
Dico ripartiamo e presto, ma, per favore, “facciamolo bene”. Non in maniera raffazzonata, dove ogni Regione è pronta a farsi paladina della riapertura. Più per scopi meramente propagandistici che per reali e ponderate esigenze dei cittadini.
Avremmo dovuto preparare strategie per la ripartenza, analizzare i mercati, capire cosa è realmente cambiato in questi mesi;  questo andava fatto.
Invece abbiamo passato le giornate, sprecando il tempo, sui gruppi facebook a polemizzare, litigare. Chiedendo quando sarebbero arrivati gli aiuti, senza pianificare, programmare un minimo del lavoro futuro.

Mi auguro che basteranno le righe per terra e i pannelli in plexiglass, ma ho paura che sarà tutto inutile, perché senza pianificazione e visione strategica si va dritti nel burrone. Questa emergenza ha messo in luce brutalmente la debolezza del nostro sistema imprenditoriale ed economico. Aziende sotto capitalizzate, imprese che vivono alla giornata, strutture e infrastrutture fatiscenti, un cattivo rapporto con la tecnologia.

A volte per vincere veramente bisogna saper aspettare. Ingoiare bocconi amari e lavorare duramente. Avere il coraggio di ripartire con strategia e forza e non allo sbaraglio, alla spicciolata.

L’Italia vera, spero lo ricordiate, fu quella che vinse veramente dopo 12 anni. Ben dopo 3 campionati del mondo.

Era l’Italia che seppe reagire, ma con la testa. Che seppe aspettare preparandosi, che voleva vincere veramente, che conosceva bene il motto “il secondo è il primo degli sconfitti”.

Io? Mi soffermo a pensare a quella notte di 50 anni fa, in cui ci illudemmo di essere campioni del mondo, mentre Pelè ed i suoi esultavano e nel cinescopio in bianco e nero sfumavano i sogni di una nazione ancora una volta illusa e sconfitta.

“Forever, forever, you'll stay in my heart
And I will love you...

...I said I say, I say a little prayer.



Domenico Gioia ©

mercoledì 13 febbraio 2019

Mai farsi rovinare la giornata da un oroscopo!

Ogni giorno cambio segno in base a come mi sento. Non permetto a nessuno e men che meno ad un oroscopo di cambiarmi la giornata. Semmai cambio io oroscopo.
Mai farsi cambiare giornata da un oroscopo

Ogni giorno cambio segno in base a come mi sento










L’Oroscopo
Oggi, permettemi di fare una piccola chiosa sull’assurdità di quello che vediamo accadere giornalmente.
Non credo nel futuro, neanche negli oroscopi, anche se ho imparato da una mia cliente la sana abitudine di scegliere il segno zodiacale in base alle sue esigenze.
Se il vostro segno, quel giorno, ha una situazione disastrosa, cambiatelo. Io oggi sono del Capricorno, avrò così una previsione estremamente positiva.
Prima regola:  se le cose non vanno, cambiatele voi ed adattatele alle vostre esigenze non permettete a nessuno di cambiarvi od imporvi una linea operativa.
Ci mancherebbe che un misero oroscopo possa condizionare la vostra giornata, magari i vostri appuntamenti. 
Conosco persone che a fronte di un oroscopo negativo annullano i loro appuntamenti. Seriamente vi consiglio di affrontare la cosa in maniera diversa e cioè annullare l’oroscopo e confermare gli appuntamenti.
Non c’è niente di più facile: leggete più volte l’oroscopo che più vi aggrada e fatelo vostro, vedrete che sarete profondamente motivati. Inoltre continuate a mantenere una linea orientata all’ottimismo, in fondo pensateci bene, con un atteggiamento negativo, riuscite a risolvere qualcosa? Allora meglio puntare sull’ottimismo e vedrete che sicuramente le cose volgeranno rapidamente al positivo.

mercoledì 8 giugno 2016

Il creativo è ancora un sovversivo?


Anni fa uscì un libro che divorai in poche ore, un libro di cui mi accorsi per sbaglio, leggendo una recensione ed alcuni passaggi che mi colpirono
.
Creativo sovversivo Oliviero Toscani

Di questo libro, mi prese la modernità del linguaggio, l'immediatezza, la grinta con cui venivano esposte le argomentazioni; Oliviero Toscani il grande talento della comunicazione, "il genio della comunicazione" mi spiegò varie cose, mi aprì gli occhi, Con quel testo, cambiò radicalmente il mio approccio alla professione.
Mentre leggevo avidamente il suo testo "Creativo sovversivo" Toscani faceva breccia con il suo racconto nella mia mente di professionista, che nonostante avesse fatto della comunicazione una ragione di vita, stentava a far passare il messaggio con personaggi, spesso concentrati ad elogiare il loro lavoro e poco propensi ad ascoltare chi dava loro dei consigli, convinti che la comunicazione fosse un gioco da ragazzi, una cosa su cui tutti possano "mettere le mani", su cui chiunque può esprimere un giudizio, un po' quello che succede nell'arte.
Sono sempre stato un "casinaro, un po' sovversivo"; a scuola ero il primo a contestare alcuni professori, piuttosto che ascoltare le loro noiose lezioni preferivo intrattenermi con i bidelli e farmi raccontare le loro storie di vita, oppure prepararmi nelle materie che amavo maggiormente.
Leggendo e studiando poi, mi sono accorto che una  cosa mi accomunava con questo grande personaggio, il tempo passato nei cinema a vedere l'evoluzione della società e a viaggiare, si perché il film è come un buon libro, ti deve prendere e portare via, far viaggiare.
La mia formazione quella che mi porto dietro, quella a cui attingo quotidianamente, l'ho fatta sui libri, nella mia solitudine, divoravo libri, come oggi d'altronde, in quantità industriale. Poi spostai la mia attività verso l'arte, onestamente fu un caso, ed iniziai a frequentare gli artisti, quelli veri, quelli che quando mi guardavano negli occhi mi emozionavano, che avevano mille aneddoti da raccontare, che vivono nel loro personale ed affascinante disordine, che antepongono la filosofia a qualsiasi altra cosa. Con loro ho capito che quello che scriveva Toscani era vero, che non esistono i creativi come vogliono farci credere.
Mi sono confrontato in maniera serratissima con studiosi di storia dell'arte che mi hanno trasferito non solo le nozioni basilari, dove e come studiarla, di come organizzare un evento, ma come comunicare e bene, prendendo spunto dai veri grandi e unici creativi, gli artisti.
Chi di questi pseudo creativi, esperti della comunicazione ha studiato la storia dell'arte?
Come si può pensare di comunicare qualcosa se non si conosce Perugino, Piero della Francesca, Signorelli, Leonardo, Michelangelo, Pollock, Warhol...?
Frequentare questo ambito mi ha insegnato che con una buona preparazione di base, unita alla conoscenza delle nuove metodologie di comunicazione, se si crede in quello che si fa e lo si supporta  con valide teorie si può riuscire, basta avere poi il coraggio di andare sino in fondo, magari con mille dubbi, quelli che accompagnano un nuovo progetto, ma andare sino in fondo.
Bisogna crederci, con quella insicurezza che è un tutt'uno, secondo me, con la nuova strada che si percorre. Non bisogna  girarsi mai, non avere rimpianti, non pensare di tornare indietro, occorre avere il coraggio di tagliare i ponti con quello che è stato.
"Chi lascia la strada vecchia..." Non ho mai amato questo detto, lo hanno scritto sicuramente i famosi esperti della comunicazione, quelli tanto amati dalla maggioranza, a vedere quello che c'è in giro.
Siamo circondati da "pseudo creativi" della strada vecchia, che ci sbattono in faccia i loro mediocri risultati e ci invitano a percorrere i terreni battuti. Certo per loro, è facile, ti mettono in mano un bel pacchetto confezionato, realizzato al computer e il gioco è fatto, purtroppo molto spesso l'imprenditore non ha l'esperienza e la preparazione per giudicare e di fronte spesso si trova macchine da guerra che ti dimostrano di avere le idee chiare.
Toscani afferma: "Se hai le idee chiare non sei abbastanza creativo".
La creatività, parolone tanto in voga, passa attraverso dei passaggi obbligati. Nella mia libreria, ormai consunto, c'è un importantissimo testo di Bruno Munari, grande artista, formatore, design che affermava che la creatività non è una cosa che viene di getto, ma è il frutto di un serio percorso di ricerca. (Da cosa nasce cosa-Laterza editore)
Quando si ha il coraggio di battere una strada nuova, si ha tutto il mondo contro, tutti fanno forti resistenze.
Aver lavorato nel mondo dell'arte, mi ha insegnato proprio questo, che è facile seguire la corrente, ma così non si andrà mai da nessuna parte, si creeranno solo cloni di cose, opere esistenti, dei deja vu.
La corrente porta nell'alveo del fiume, dove ci sono centinaia di altri che pensano e agiscono allo stesso modo, seguiti da altrettanti  "esperti" della comunicazione, che vi condurranno in un grande lago spacciandolo per mare.
Amo tutto quello che è "rottura".
Amo le finestre aperte, il profumo del mare al mattino, l'aria fresca, le albe piuttosto che i tramonti, amo la natura perché in lei scorgo una creatività vera, irripetibile.
Studio tutto quello che fanno gli altri, lo guardo con attenzione, non ho sottovaluto mai l'esperienza altrui e se mi convince, mi appassiona, sono pronto a cambiare parere, senza problemi. Ma, deve convincermi, appassionare veramente e sino ad oggi non ce ne sono tanti che sono riusciti a farmi "tremare le gambe".
Non noto passione in quello che vedo e leggo, non c'è il "Groove".
Toscani continua e questa volta in un'intervista: "appena c'è un'idea nuova, c'è subito chi mette tutto in discussione".
Le idee nuove fanno paura, oppure vengono sottovalutate perché analizzate con superficialità, si guarda all'immediato e si perde di vista la dimensione globale. Un vecchio detto dice: "quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito" e di persone che guardano il dito ce ne sono tantissime in questo mondo di creatività superficiale.
Toscani prosegue con una frase lapidaria: "il primo nemico è il conformismo".
Il pensiero conforme è il male che pervade non solo il mondo della comunicazione, ma gran parte dell'innovazione aziendale. Un creativo, dovrebbe essere in grado di vedere in maniera diversa, immaginare come dovrebbe essere il mondo, la società tra uno, dieci anni e anche oltre.
Se molti degli imprenditori che con le loro idee hanno cambiato il mondo, le nostre abitudini, avessero ragionato in maniera conformistica, oggi parleremmo ancora nei telefoni di bachelite.
Ma allora perché si insiste a voler uccidere la vera creatività?
Perché le aziende, la società sono tanto restie al cambiamento?
Facile, perché la preparazione scolastica  a partire da metà delle elementari viene combattuta, repressa. Si elimina ogni forma di pensiero creativo, per arrivare al pensiero omologato.
Pensare che noi italiani siamo conosciuti e rispettati nel mondo per la grande creatività, per la capacità d'innovare, di rompere gli schemi, eppure siamo i primi a negarci questa grande potenzialità.
Si parte dalle elementari sino ad arrivare alla preparazione, specialmente universitaria, dove si insegna a combattere il cambiamento. Molti docenti di economia, insegnano che scienze come la filosofia sono inutili, ignorando scientemente che il pensiero filosofico occidentale esiste da oltre 2.500 anni e che dei pensieri economici di oggi tra meno di 100 anni non rimarrà nessuna traccia.
Ma come cambiare? Iniziamo veramente a pensare in maniera diversa, a dubitare dei guru che dipingono scenari inutilmente conformisti e a confrontarci, farci contaminare, da chi vive dimensioni realmente legate al futuro, magari con la testa fra le nuvole.
Qualcuno potrebbe obiettare che non è facile riconoscerli; io invece vi dico che un vero creativo lo riconoscete dalla passione e dall'enfasi con cui fa le cose, da come parla e si emoziona raccontando dei suoi sogni, perché se ancora non lo avete capito, sono i sogni che cambiano le cose.
Chiudete gli occhi ed iniziate a sognare, lasciate alle spalle i "professionisti" della creatività, sempre vigili, freddi senza emozioni e iniziate a navigare nel mare della passione e perché no, tornate ogni tanto un po' bambini ed invece di leggere tutte le novità della comunicazione "new age" tanto di moda, quanto inutili, che sono un'accozzaglia di banalità, peraltro scritte malissimo.
Aprite un vecchio ed interessante libro di quando la società ancora non era intossicata da tutte queste insulse "tendenze" impersonali, schematiche, senza  anima. Un libro, dove tutto appare alla nostra portata, dove si gusta un buon sapore e ci parla del futuro non come qualcosa di intangibile, e irraggiungibile, ma come qualcosa da vivere non appena si socchiudono gli occhi.

"Sapeva che sarebbe stato sufficiente aprire gli occhi per tornare alla sbiadita realtà senza fantasia degli adulti"
Lewis Carrol  -Alice nel paese delle meraviglie-

martedì 8 dicembre 2015

Di un Natale così, sinceramente non so che farmene


Non capisco perché durante l'anno non si può  "fare di più ".




Non si possa amare il prossimo,
Non si possa dire ti amo,
Non si possa fare un regalo, 
Non ci si possa commuovere,
Non si possa essere un po' meno egoisti,
Non si possa fare del bene a chi ne ha veramente bisogno
lasciando alle spalle quell'assurdo razzismo che in modo spietato
sta crescendo in questi ultimi tempi.

Dimentichiamo i luoghi comuni tanto cari ai pubblicitari e cominciamo ad amare il prossimo tutto l'anno.
Proviamo ad abbandonare l'egoismo, la paura dell'altro e impariamo a chiedere scusa.
Chiediamo scusa a tutte le persone a cui si è fatto del male, a chi abbiamo girato le spalle nel momento in cui aveva bisogno,
Chiediamo scusa a chi ha fame e sete per colpa nostra, per il nostro egoismo, per la nostra fame di potere.

Chiediamo scusa a chi ci ha chiesto umilmente aiuto e abbiamo fatto finta di non sentire, abbandonandolo alla sua solitudine,
Chiediamo scusa per la nostra ignoranza, per la nostra arroganza, per la nostra saccenza.
Solo così, il Natale sarà quello vero.
Finalmente avrà un senso perché non sarà solo la festa della corsa al regalo, ma la nostra vera rinascita in un mondo nuovo, fatto di amore e "vera" solidarietà.


Questo è quello che vorrei. Intanto, per favore lasciatemi in pace, di un Natale così non so che farmene, ho di meglio da fare.

Facciamoci gli auguri, vero, perché se tutto continuerà così, allora ne avremo veramente bisogno.

(Domenico Gioia)

domenica 27 settembre 2015

Expo Gabon: Visita del direttore del padiglione alle aziende della Vallesina: CIRO E PIO JESI


Il direttore del padiglione del Gabon in visita alle aziende jesine
MBA ONDO Patrice in visita allo stabilimento
 Ciro e Pio di Jesi.

 
Nell'ambito di una serie di visite programmate in occasione di EXPO 2015 il direttore del Padiglione del Gabon MBA ONDO Patrice, ha visitato alcune aziende del territorio marchigiano.
La prima è stata una delle eccellenze del settore agroalimentare della Vallesina, l'impresa Ciro e Pio.

Durante la visita il titolare Guglielmo Paolini ha illustrato agli ospiti le modalità di produzione, la gamma dei prodottti, Il Direttore del padiglione Gabonese, accompagnato dal titolare di Laboratorio Italia, Architetto Giuliano Trentuno, agenzia operante nell'ambito dell'internazionalizzazione delle imprese Italiane nell'Africa sub sahariana, ha illustrato le agevolazioni che il Gabon mette a disposizione degli investitori.
 
L'ospite è stato favorevolmente impressionato dall'ampia gamma e dalla qualità dei prodotti dell'azienda Jesina.
Si è poi parlato della possibilità di insediare aziende in Gabon, paese che oltra a garantire una stabilità politica che dura da oltre 40 anni, garantisce un clima mite tutto l'anno, spiagge meravigliose che si affacciano sull'oceano, una foresta tropicale abitata da specie animali protette che è seconda per estensione solo alla foresta amazzonica.
Tutto questo potrebbe essere in grado di garantire un buon risultato ad aziende come Ciro e Pio, visto che la produzione del gelato potrebbe avvenire per 12 mesi l'anno e non solo d'estate come avviene qui.
Paolini illustra l'azienda
 
La visita si è conclusa con un breve incontro presso il punto vendita di Viale della Vittoria a Jesi, dove gli ospiti hanno potuto verificare la declinazione del business nel punto vendita, dove i prodotti vengono venduti quotidianamente.
Il Direttore del padiglione Gabonese, ha comunicato al Paolini che procederà ad invitare ufficialmente lui e lo staff aziendale ad una visita in Gabon, per toccare con mano l'affascinante realtà dello Stato africano.
 
Galleria fotografica:
MBA ONDO Patrice e Giuliano Trentuno

MBA ONDO Patrice e Giuliano Trentuno

Il Direttore del padiglione del Gabon

Il Direttore del padiglione del Gabon



Guglielmo Paolini illustra l'azienda

Il punto vendita a Jesi

MBA ONDO Patrice e Giuliano Trentuno, visitano il punto vendita
Ciro e Pio a Jesi

Una delle vetrine con i prodotti esposti

Il banco gelato

Il banco bio

Paolini e Trentuno

L'amministratore di Laboratorio Italia e il direttore
del padiglione del Gabon a Expo 2015


Domenico Gioia con Trentuno e MBA ONDO